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Il metodo Bimbisvegli: la scuola nel bosco di Serravalle d'Asti

di Paolo Cignini
TAG Arte e cultura Educazione
9 ottobre 2017

“Fa bene a me e fa bene agli altri?”: e se l’unica regola di una scuola si basasse su una domanda? È il presupposto del metodo “Bimbisvegli”, ideato da Giampiero Monaca in dieci anni di insegnamento e che si materializza nella scuola nel bosco di Serravalle d’Asti.

Se di fronte ad un evento riusciamo a rispondere alle domande “mi fa stare bene e fa bene agli altri”, probabilmente abbiamo trovato l’unica regola che vale la pena di seguire davvero. È su questo presupposto che si sviluppa il metodo “Bimbisvegli, metodo scolastico ideato e sperimentato in dieci anni di insegnamento da Giampiero Monaca e Lina Prinzivalli, e che ha ottenuto quest’anno anche l’approvazione del Ministero dell’Istruzione. Niente compiti, niente zaini, materiali scolastici in comune e neppure niente banchi e cattedre ma solamente dei tavoli; inoltre, una vera e propria scuola nel bosco con lezioni all’aria aperta per apprendere osservando dalla natura.

Un progetto utopico e osteggiato? Nient’affatto, considerato che ex allievi, genitori degli alunni della futura classe prima con bambini al seguito, insegnanti ed educatori, tutti insieme, in vista del trasferimento in frazione Serravalle del nuovo quinquennio della classe dei Bimbisvegli, si sono rimboccati le maniche per costruire la scuola a misura della nuova didattica. Così come è arrivato l’aiuto di pedagogisti arrivati in Piemonte da Verona, Busto Arsizio, Cerveteri e Ostia. Dopo aver sperimentato il metodo Bimbisvegli nella scuola pubblica primaria Rio Crosio di Asti, dal settembre di quest’anno i “bimbisvegli” si sono trasferiti in una nuova scuola a Serravalle d’Asti. Persino il negozio Magazzini del colore Sikkens di Asti ha offerto una parte di vernici, pennelli, mentre un’azienda di arredi scolastici, la Mobilferro, ha deciso di arredare la classe gratuitamente con particolari banchi trapezoidali disposti in cerchio e senza cattedra, una panca-scalino per la lavagna, scaffali per la biblioteca in cui ci si scambia i libri di testo.

Sulla parete della nuova classe, dipinta con modalità di decoro che si ispirano alle linee guida del “progetto senza zaino“ cui la classe vuole aderire, è dipinta anche “la linea del tempo dei disobbedienti”: la storia spiegata attraverso personaggi che sono andati controcorrente rispetto al pensiero dominante di ogni epoca da loro vissuta.

Il Metodo Bimbisvegli si ispira e tenta di integrare le esperienze delle scuole attive e libertarie, di alcuni elementi e soprattutto indicazioni di attenzione del metodo Montessori, recependo diverse suggestioni del metodo senza zaino e della campagna Basta Compiti, basandosi sulla costante osservazione, sperimentazione e verifica dei bisogni, delle caratteristiche, della risposta agli stimoli del gruppo classe e dei singoli bambini con i quali gli insegnanti condividono il percorso di coeducazione. In questa nuova prima elementare i bambini che stanno sperimentando questo nuovo modello educativo sono attualmente diciassette e intorno alla scuola si è stretta tutta la comunità: i migranti del vicino centro di accoglienza danno una mano a spazzare e pitturare, mentre le capre del vicino, divoratrici di erba, tengono pulito tutto il cortile della scuola. Il metodo Bimbisvegli è oggetto di attenzione anche da parte dell’Università di Padova: la tesi di laurea di Jacopo Cassol ha osservato e parlato della nuova didattica.

Foto copertina
Didascalia: Le capre che tengono curato il giardino della scuola
Autore: Fonte: pagina FB Bimbisvegli

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