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Mostre, incontri, laboratori: a Cittadelladellarte la XXII edizione di Arte al Centro

di Luca Deias
TAG Arte e cultura
7 ottobre 2019

Domenica 13 ottobre, a Biella, ritorna la rassegna annuale che mette in luce le pratiche artistiche di trasformazione dei contesti sociali in cui si sviluppano, realizzate da Cittadellarte e dalla sua rete internazionale consolidata negli anni. Scopriamo i contenuti e le proposte dell'evento.

Arte al Centro di una trasformazione sociale responsabile, dal nome dell’appuntamento non risulta complesso evincerne i contenuti: è l’arte, in tutte le sue forme, al centro della 22esima edizione dell’iniziativa, che si svolgerà, come da tradizione, negli spazi della Fondazione Pistoletto. La rassegna – che si avvale del patrocinio dell’ILO, l’Organizzazione internazionale del lavoro delle Nazioni Unite – comprende nuove mostre (visitabili fino alle 23), intese come dispositivi di attività aperti alla collaborazione di diversi soggetti, oltre che alla fruizione da parte dei visitatori. La giornata, che prenderà il via alle 16 con le attività per poi inaugurare ufficialmente alle 18.30, si rivolge a un target molto vario, dagli appassionati d’arte contemporanea a un pubblico generalista, dalle famiglie fino ai bambini. L’offerta, infatti, comprende attività multitematiche articolate attraverso mostre, incontri e laboratori, che raccontano pratiche artistiche di trasformazione dei contesti sociali in cui si sviluppano, realizzate da Cittadellarte e dalla sua rete internazionale consolidata negli anni.

Addentrandoci nelle novità di Arte al Centro 2019, inaugurano le Terme Culturali, un nuovo percorso di visita esperenziale di Cittadellarte – progettato in collaborazione con artisti e designer – e della più grande collezione di opere di Michelangelo Pistoletto. L’obiettivo di questo percorso inedito è quello di riattivare e “massaggiare il muscolo atrofizzato della sensibilità” (citando Achille Bonito Oliva) attraverso la cultura e l’arte, in un’esperienza che mira a riequilibrare le energie di mente, spirito e corpo verso una nuova consapevolezza sostenibile. “L’arte – spiega Paolo Naldini, direttore di Cittadellarte – opera come l’acqua: è un fluido energetico che mette in comunicazione le diverse parti dell’organismo, lo spirito e l’intelletto, le emozioni e la ragione, le percezioni sensoriali e le intuizioni dell’intelligenza, il conscio e l’inconscio, il razionale e l’irrazionale. Essa, connettendo e sciogliendo i nodi e le separazioni, opera tanto a livello del corpo dell’individuo, quanto a livello del corpo sociale”.

Le Terme Culturali sono a cura di Ruggero Poi (Ufficio Ambienti d’Apprendimento di Cittadellarte) e Juan Sandoval (Ufficio Arte), con la collaborazione di Nico Angiuli, Max Casacci, Danilo Craveia, Andrea Caretto e Raffaella Spagna, Flavia La Rocca, Patatrac Teatro, Teatrando, Hydro.

Una delle stanze del percorso delle Terme Culturali è Habitus Abito Abitare. “L’acqua che cura e che muove i telai e le fabbriche – si legge in una nota stampa in relazione a questo spazio – è la stessa. L’acqua aziona energie sotto diverse forme. In questo senso si può affermare che il benessere passa attraverso l’acqua, se includiamo nel benessere anche quello economico che il biellese ha costruito con l’industria tessile che da sempre usa l’acqua per le sue produzioni di eccellenza“.
Nel 1996 Pistoletto e Bruno Corà, curavano la mostra Habitus Abito Abitare, nella quale le stanze erano ‘abitate’ da artisti, sociologi e designer e venivano organizzate iniziative che coinvolgevano gli abitanti in diversi luoghi della città.

Da qui parte il percorso dell’omonima stanza nata in collaborazione con l’Ufficio Moda di Cittadellarte e la fashion designer Flavia La Rocca (che, il 23 settembre, è risultata vincitrice del Green Carpert Talent Competition 2019 proprio con l’abito realizzato negli studios di Fashion B.E.S.T.). Per entrare alle Terme è necessario sospendere il proprio ruolo sociale, svestire i proprio panni. Così anche per le Terme Culturali. Habitus Abito Abitare è uno spazio in cui abitare nuovi abiti, in cui vestire creazioni di moda sempre diverse, in cui essere attori di un cambiamento di abitudini. Un vero e proprio ‘Gioco dell’Abito’, sostenibile per materiali e produzione. Flavia La Rocca ha scelto di concentrarsi sugli abiti da lavoro, sottolineando l’importanza di avviare un lavoro su se stessi partendo proprio dall’abito, che in sé porta la funzione comunicativa del ruolo sociale. L’abito è infatti uno dei primissimi artefatti umani. La sua funzione si è evoluta con il tempo, le culture, le mode: protezione, attrazione, esibizione, occultamento, decorazione, identificazione in un gruppo o in uno status. L’abito diventa costume. Per questa ragione da una parte della stanza troviamo gli abiti progettati da Flavia La Rocca e dall’altra alcuni costumi che ancora ci portano a identificarci nel costume dei ruoli appena citati.

Un’altra new entry di Arte al Centro sarà CirculART, progetto artistico nato da un’idea di Officina +39 e curato e prodotto da Cittadellarte. Ha come scopo quello di spingere la ricerca artistica a confrontarsi con i diversi comparti che compongono la filiera tessile, lavorando con organizzazioni che hanno scelto di abbracciare l’idea di sostenibilità e di sviluppare la loro attività in modo innovativo e lungimirante. In quest’ottica, gli artisti coinvolti nel progetto si ‘introdurranno’ tra la trama e l’ordito del ciclo vitale della produzione dell’abbigliamento e saranno, a questo proposito, inaspettate lenti attraverso cui il pubblico potrà osservare i processi di produzione tessile, generando nuovi atteggiamenti verso i prodotti che acquistiamo.

Attraverso i loro lavori, quindi, gli artisti dialogheranno con la filiera dell’industria dell’abbigliamento, che è di per sé parte del processo di valorizzazione che Cittadellarte e i suoi partner hanno concepito per il progetto. Qual è il traguardo da raggiungere? Una filiera in grado di riprodurre un ciclo produttivo altamente sostenibile, a partire dalle fibre riciclate, i tessuti sostenibili, fino alle finiture dei capi eseguite con tinture, accessori e macchinari innovativi; moda e arte, così, sono impegnate a praticare una combinazione assolutamente ragionata e affascinante di sostenibilità, sensibilità e bellezza. Chi sono i protagonisti del progetto? Gli artisti Laura Harrington, Silvia Giovanardi, Juan Manuel Gomez, Emanuele Marullo e le aziende Lenzing Group, Lanificio Cerruti, Brugnoli Giovanni S.p.A., Lampo – Giovanni Lanfranchi S.p.A. Officina +39, Ribbontex S.R.L., RGT Finissagi, Filatura Astro S.R.L., Tessitura di Sondrio.

Un’altra delle proposte di Arte al Centro 2019 sarà Le siepi, un progetto allestitivo a cura di Joël Auxenfans. L’installazione Le siepi, nata da una coproduzione tra Regione e Direzione Regionale degli Affari Culturali della Normandia, ha un sistema di esposizione costituito da una struttura in legno e alluminio di 2.25 mt di altezza, 1.26 mt di larghezza e 20 mt di lunghezza, a sostegno di teloni stampati con dei testi del filosofo Malgorzata Grygielewicz, di Michelangelo Pistoletto e del giurista Valérie Cabanes.
Le scritte, in lettere capitali e senza punteggiatura come in epoca romana, evocano un mondo radicato, un mondo in divenire, un mondo di pensiero in movimento e creazione, per formare un fogliame di lettere in cui vaga lo spettatore. L’installazione in spazi chiusi fa da eco a un processo artistico che si svolge all’aperto, nel paesaggio vicino a produttori bio o a comunità, e consiste in piantumazioni di siepi vere in cui il tipo di albero o arbusto cambia ogni 10 metri. Questo ritmo sgargiante di biodiversità crea un artefatto che segnala e valorizza nel paesaggio la presenza di un’economia agricola biologica.

Passiamo poi all’installazione video a cura di Su Tomesen – artista e regista basata ad Amsterdam e Yogyakarta – Street Vendors: Medellìn, Tirana, Johannesburg, Yogykarta, la première italiana di un ambizioso progetto, durato sei anni, sulla vita di tutti i giorni dei venditori di strada di quattro continenti. “Vediamo gli ambulanti – si legge nella nota stampa in riferimento al progetto – mentre sono osservati da Su Tomesen nel corso delle loro sfide e fatiche quotidiane. Il giorno scorre e progredisce, senza nessuna voce fuori campo, dialogo o spiegazione. Questi imprenditori si mostrano pieni di risorse nella loro rivendicazione dello spazio sui marciapiedi e, pur improvvisando, riescono a generare un reddito. Tomesen li ritrae mostrando allo stesso tempo la bellezza di composizioni involontarie, colori, forme ed elementi ripetitivi. Questi fanno sì che i quattro film rimandino all’istallazione artistica e alla performance”.

Rimaniamo in tema di progetti video, con The Human Tools di Nico Angiuli che, nei suoi contenuti, ha l’obiettivo di innestare una riflessione sul tema dell’umanizzazione delle macchine ‘umanoidi’ analizzando la de-umanizzazione dell’essere umano. L’opera – curata e promossa da Cittadellarte – è risultata tra i vincitori della III edizione del bando Italian Council (2018), concorso ideato dalla Direzione Generale Arte e Architettura contemporanee e Periferie urbane (DGAAP) del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, per promuovere l’arte contemporanea italiana nel mondo. Verrà proposto, inoltre, Fuori Fuoco, un film diretto da sei detenuti della Casa Circondariale di Terni, prodotto da Sandro Frezza e Ferdinando Vicentini Orgnani con RAI Cinema.

Previsto anche un progetto di tre ambasciatrice Rebirth Terzo Paradiso, Iole D’Agostino e Daniela Di Gennaro con la collaborazione di Giovanna Costanzo, che proporranno l’opera aperta e partecipata La stoffa sta dentro (tutte le informazioni sulla nascita del progetto in un nostro precedente articolo).

Anche lo spazio Hydro ospiterà una novità: nella sala performance sarà proposta SAARV, un’installazione audio-visiva di aaron inker, Annalisa Zegna e Kreggo. Si tratta di un progetto di collaborazione dei tre artisti, che ha come oggetto di riflessione e studio il torrente Cervo, corso d’acqua che attraversa la città di Biella e che nei secoli ne ha plasmato il territorio dal punto di vista morfologico, geografico, culturale ed economico.

«Ispirata al torrente – spiegano i tre artisti – SAARV esplora l’acqua come principio generativo di cambiamento e di trasformazione continua della materia. Sostanza senza forma propria, l’acqua assume la forma di ciò che la accoglie. La sua azione è multiforme, poliedrica, potente. Nel dialogo tra video e suono, l’installazione crea un ambiente liquido e immersivo in cui fare esperienza delle potenzialità dell’acqua, in un processo continuo di messa in forma e disgregazione della forma».

Passiamo ora al programma dettagliato dell’inaugurazione, che, come anticipato, si terrà a Cittadellarte in via Serralunga 27 a Biella. Dalle 16 si terranno i percorsi e i trattamenti delle Terme Culturali (ingresso gratuito su prenotazione, termeculturali@cittadellarte.it o +39.3316676212) nelle seguenti fasce orarie: alle 16, 17, 19, 20, 21 e 22. Sempre alle 16 andrà in scena Watermemories, di Max Casacci (Subsonica) e Hati Suara, alla presenza degli autori.

L’opera sonora, realizzata appositamente per Cittadellarte, si articola in due brani: Watermemories, brano creato esclusivamente con i suoni delle sorgenti dei torrenti della pale dei mulini che hanno trasformato negli anni la forza dell’acqua in energia per il lavoro, passando per santuari e opere d’arte come L’orchestra di stracci di Michelangelo Pistoletto che include il sibilo della bollitura dell’acqua. Anche l’opera Barra d’aria di Giuseppe Penone, che, affacciandosi verso il torrente Cervo, ne cattura una componente armonica, è tra gli elementi sonori di un brano di ampio respiro musicale che, comunque, non utilizza nessuno strumento acustico o elettronico. Ta Cenc (omonima scogliera sull’isola di Gozo) è una traccia realizzata – in collaborazione con Hati Suara – esclusivamente con il suono di alcune rocce calcaree già conosciute nell’antichità. La pietra calcarea a detta del grande artista scultore Pinuccio Sciola «conserva nel suono memoria dell’acqua».

Dalle 16.30 alle 18, inoltre, è in programma l’incontro I temi chiave per lavorare sullo sviluppo di un territorio partendo dalla cultura e dall’arte, con la partecipazione di Pier Luigi Sacco (Special Adviser to the EU Commissioner for Education and Culture, European Commission).
Dopo le attività del pomeriggio, alle 18.30 presso la Sede permanente del Terzo Paradiso in via Cernaia 46, è prevista l’inaugurazione ufficiale di Arte al Centro 2019 con gli interventi di Paolo Naldini e Michelangelo Pistoletto.
A seguire sarà assegnato il Minimum Prize e verrà offerto un aperitivo, con tanto di Live set – intitolato Materia che diventa musica – di Max Casacci. Sarà anche possibile cenare presso il ristorante di Cittadellarte Al Bistrot Le Arti, ma è necessario prenotare chiamando al +39.3518454351. Alle 20.30 l’ultimo appuntamento della giornata, con la proiezione de Il Patto della Montagna, opera di Manuele Cecconello e Maurizio Pellegrini; partecipano al dibattito post film gli autori, la produttrice Elda Ferri, Francesca Conti e Lorenzo Canova del team produttivo e l’ospite speciale Gianni Rosas (Direttore Generale ILO Italia).

Foto copertina
Didascalia: Arte al Centro
Autore: Cittadellarte - Fondazione Pistoletto
Licenza: Sito Ufficiale Cittadellarte - Fondazione Pistoletto

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