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Il Piemonte non sta al gioco: in vigore la legge contro l'azzardo

di Alessandra Profilio
TAG Informazione e comunicazione Legalità
14 dicembre 2017

Regole severe e multe salate per i trasgressori. È entrata in vigore in Piemonte la legge regionale contro il gioco d'azzardo, più restrittiva rispetto alla norma nazionale.

Malgrado il disappunto del Governo che ha parlato di un “eccesso di proibizionismo”, il Piemonte non fa marcia indietro e tira dritto contro il gioco d'azzardo. A diciotto mesi dalla sua approvazione è infatti entrata in vigore in Piemonte qualche settimana fa la legge regionale che mira a prevenire e contrastare la diffusione del gioco d'azzardo patologico.

Il provvedimento piemontese contro la ludopatia, più restrittivo rispetto alla legge nazionale, prevede regole severe per quanto riguarda in particolare la distanza delle slot machine dai luoghi sensibili.

È prevista una distanza minima di 300 metri (elevata a 500 metri per i comuni con più di 5000 abitanti) degli esercizi commerciali con slot machine da una serie di luoghi considerati “sensibili” quali scuole, impianti sportivi, istituti religiosi, strutture ospedaliere, istituti di credito, stazioni ferroviarie etc. I comuni hanno poi la possibilità di individuare ulteriori luoghi sensibili con riferimento a ragioni connesse alla tutela del territorio comunale, della sicurezza urbana, della viabilità locale, dell’inquinamento acustico e della quiete pubblica.

La normativa verrà progressivamente applicata anche alle vecchie licenze: entro 18 mesi per chi ha installato slot machine, 3 o 5 anni per le sale gioco e sale scommesse. Per i trasgressori sono previste sanzioni fino a 6mila euro a dispositivo. Per quanto riguarda gli orari, i comuni hanno il potere di stabilire una riduzione degli orari di apertura non inferiore a tre ore giornaliere. Inoltre, da adesso in poi chi vorrà accedere ai contributi regionali dovrà avere il marchio ‘no slot’.

Il provvedimento prevede anche interventi per il recupero dei pazienti affetti da ludopatia, attività di sensibilizzazione, programmi di formazione del personale delle sale gioco e del personale dei servizi sociali oltre che interventi di supporto alle amministrazioni locali.

L’Italia negli ultimi anni è diventata il più grande mercato dell’azzardo in Europa e uno dei più grandi al mondo, con risvolti drammatici per l’economia e la salute di molte famiglie. È stato calcolato che nel 2015 c’era una slot machine ogni 143 abitanti (il doppio rispetto alla media europea), una vera e propria industria che produce utili per le casse pubbliche e a scapito di migliaia di italiani in cura per guarire dalla ludopatia.

Tuttavia negli ultimi tempi si sta assistendo anche ad un aumento di consapevolezza da parte di alcuni gestori di esercizi commerciali (che non vogliono più stare al gioco e decidono di rimuovere le slot machine dai loro locali) e ad una larga diffusione di iniziative lanciate da singoli, movimenti, associazioni e amministrazioni per contrastare il gioco d'azzardo.

Da segnalare in questo ambito l'impegno dell'associazione “Economia e felicità”, dedita dalla sua nascita alla promozione della cultura del consumo critico, organizzatrice del primo Slot Mob, tenutosi nel 2013. Si tratta di un'azione pratica per denunciare il problema e allo stesso tempo premiare i gestori di bar e attività che hanno deciso di non vendere nessuna forma di azzardo: un gruppo numeroso di persone si ritrovano e, tutte insieme, decidono di fare colazione o un aperitivo nel bar che ha detto no all’azzardo.

Il successo del primo Slot Mob è stato esponenziale e i risultati di un’iniziativa nata quasi per gioco sono stati importanti: sindaci, assessori regionali e politici di livello nazionale hanno chiesto ad Economia e Felicità e ad altri movimenti di dare una mano dal basso, allo scopo di portare avanti delle iniziative legislative per cercare di contrastare la pratica dell’azzardo.

Per continuare con più vigore ed efficacia la battaglia contro il gioco d'azzardo, una rete di comunità, territori, associazioni e singoli cittadini hanno deciso di darsi una forma giuridica: è nata così sotto la spinta di due realtà – Vita e la Comunità Casa del Giovane di Pavia - l’Associazione Movimento NoSLot – AMNS.

“Il messaggio più insidioso che bisogna rifiutare - scrive il mensile Vita - è quello di un radicale pessimismo sull’essere umano, sulla sua fragilità strutturale che gli impedirebbe di cambiare lo stato delle cose esistenti e di costruire progressivamente un mondo migliore. Esercitare la disobbedienza verso questo modello di pensiero che colonizza anche il nostro immaginario è il primo passo per un percorso di liberazione ed è un momento di festa, di riscoperta della dignità personale e collettiva”.

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