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Premio Luisa Minazzi: a Casale si sceglie l'ambientalista dell'anno

di Federico Sarri
TAG Ambiente Informazione e comunicazione
13 novembre 2017

Ogni anno, il riconoscimento voluto da Legambiente premia chi si è distinto per la propria attenzione all’ambiente e alla sostenibilità. Dedicato dal 2012 all’attivista scomparsa Luisa Minazzi, il Premio Ambientalista dell’Anno verrà consegnato il prossimo 1 dicembre a Casale Monferrato. Otto i finalisti in corsa.

Cento storie di impegno civico, passione verso l’ambiente e attenzione al prossimo. Tante sono le storie raccontate nei primi undici anni del Premio Ambientalista dell’Anno. Un riconoscimento a chi si batte per la sostenibilità e per un’Italia che vuole cambiare. Giornalisti, studenti, sacerdoti, imprenditori, genitori, avvocati.

La storia degli otto finalisti è legata a doppio filo con quella di Luisa Minazzi. “Ricordare Luisa e premiare quell’impegno civico che spesso fatica ad abbattere il muro dei media, ma che rappresenta il vero valore aggiunto del nostro Paese. È questo il motore dell’iniziativa”. A dirlo è Vittorio Giordano, membro del comitato organizzatore.

Il Premio Ambientalista dell’anno nasce nel 2006 per volere di Legambiente: da quell’anno, il quotidiano Nuova Ecologia premia chi si è distinto per la propria sostenibilità nei più diversi campi. Con il passare del tempo, il comitato promotore si arricchisce di nuovi attori. Ad oggi, partecipano Afeva, Agesci, Associazione dei Comuni Virtuosi, Auser, Avis, CAI, Comune di Casale Monferrato, Equazione, Fiab, l’Albero di Valentina, Parco fluviale del Po e dell’Ombra.

La storia del Premio e di Casale si incontrano solo nel 2012: la scelta viene compiuta in ricordo di chi si è battuta per i diritti delle persone esposte all’amianto fino all’ultimo giorno della sua vita, Luisa Minazzi.

Piemontese, scomparsa a 57 anni per un mesioteloma pleurico, Luisa Minazzi è stata testimonial pubblico di una battaglia per la vita, contro l’amianto e per lo sviluppo della ricerca. Direttrice didattica e assessore all’Ecologia negli anni Novanta, si è battuta per i diritti di chi, come lei, ha contratto un tumore per via della multinazionale Eternit, l’azienda che a Casale ha lavorato l’amianto per 80 anni.

Ad annunciare la malattia era stata lei stessa, con una lettera ai suoi concittadini: “Ho il mesotelioma - scriveva -. Quello che stiamo vivendo a Casale è una guerra, volano le bombe e non si sa chi possano colpire. Ecco, io ho deciso di non stare a guardare le bombe che arrivano addosso senza cercare di pararle”. Si è battuta senza sosta per quattro anni. Fino a quando la malattia non se l’è portata via.

La sua battaglia, però, non è stata vana. Un anno fa, l’area sulla quale prima sorgeva la Eternit è diventata un parco pubblico. Il processo a carico di Stefan Schmideiny, l’industriale svizzero proprietario dell’azienda che ha causato migliaia di morti, è caduto in prescrizione. Ma Casale ha trovato la forza di rialzarsi e di trasformare quei 94 mila metri quadrati in un’area verde. Simbolo del riscatto della città, di chi la vive e di chi ha lottato per avere giustizia.

Non solo. Il ricordo di Luisa continua con il Premio Ambientalista dell’anno, che dal 2012 - dopo un periodo itinerante - ha trovato casa proprio a Casale. “Questo per noi è un grande onore - continua Giordano - e dimostra la voglia di risorgere che la città ha mostrato in questi lunghi anni di morti e processi”. L’anno scorso, a vincere, era stata Matilde Casa, sindaco di Lauriano (To) che ha condotto una battaglia contro il consumo di suolo.

I candidati al Premio 2017 sono otto. Tra loro, un giornalista, un avvocato, una mamma di famiglia, un sindaco, un sacerdote, un cittadino impegnato nella società civile, una band che utilizza strumenti riciclati e una cooperativa (questa la pagina per conoscere i loro nomi).

“Il vincitore finale sarà uno, ma il Premio vuole essere un simbolo - dicono gli organizzatori -. Quello che conta è mettere in luce il volto più bello della nostra Italia: la loro virtù civica può essere l’esempio dal quale ripartire”. E proprio per questo motivo, l’edizione 2017 si arricchisce del Festival della virtù civica: una serie di appuntamenti in cui gli otto finalisti racconteranno la propria storia a cittadini, associazioni e studenti. “Non per avere un momento di gloria, ma per condividere le esperienze di ognuno. Pensiamo che dallo scambio tra i finalisti e gli studenti delle scuole possa nascere qualcosa di buono per il futuro”.

Il Premio Luisa Minazzi verrà consegnato il 1 dicembre in una cerimonia pubblica a Casale Monferrato. Fino al 19 novembre, però, c’è ancora tempo per votare, seguendo le istruzioni contenute qui.

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