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Progetto CambiaMenti: attività ludico-didattica per lo sviluppo di una coscienza ambientale

di Roberto Vietti
TAG Educazione Sostenibilità ambientale Stili di vita
27 marzo 2017

“Il cambiamento sta avvenendo. Vuoi far parte del gioco?” Così il volantino del progetto CambiaMenti cerca di catturare l'attenzione di insegnanti ed educatori. L'obiettivo di questo progetto è infatti di entrare in quegli spazi che si occupano di educazione per diffondere la conoscenza e la consapevolezza sul cambiamento climatico.

SETTIMO TORINESE (TO) - I destinatari sono in particolare i ragazzi di età compresa fra i 12 e i 16 anni circa, età scelta appositamente viste le sue caratteristiche peculiari: è un'età spinosa, di dubbi e di ricerca, in cui il ragazzo comincia ad esplorare il mondo degli adulti, si inizia ad interrogare profondamente su quali siano i propri valori e quale il proprio posto nel mondo. È altresì un'età fragile, in cui è facile perdersi, rimanere spaesati o invischiati in condotte che non sono buone per nessuno, in primis per i ragazzi stessi. Di conseguenza, vista la vastità dell'informazione a cui oggi si può accedere grazie al web e vista l'enorme complessità dei problemi di questo momento storico, è importante sia fornire ai più giovani una bussola, che in qualche modo li guidi nella crescita, sia sfruttare la fertilità dell'adolescenza per lanciare dei semini che, maturando con loro, li accompagnino nel diventare degli adulti consapevoli.

L'ambizione del progetto è dunque quella di far entrare il tema del cambiamento climatico nella riflessione che caratterizza quest'età, per aiutare i ragazzi a fare propri valori come il rispetto per l'ambiente e gli altri esseri viventi, l'importanza dell'informazione e della partecipazione. In altre parole si vuole aiutare lo sviluppo di una coscienza anche ambientale nei ragazzi. L'idea che il mondo si può cambiare grazie alla partecipazione attiva e ai piccoli gesti quotidiani di ognuno di loro è infatti il messaggio che gli ideatori di CambiaMenti vogliono lasciare.

Per raggiungere questo obiettivo, hanno creato un gioco che potremmo definire 'di ruolo': la classe di studenti coinvolta (o più genericamente il gruppo di ragazzi interessati) diventa il mondo, al cui interno sono i ragazzi stessi a muovere i meccanismi di produzione, vendita, consumo e smaltimento dei prodotti che ogni giorno impregnano la nostra vita. Tramite questa attività ludica, si cerca di presentare il tema del consumismo con una modalità che sia di piena e diretta comprensione per i ragazzi. Comprensione che, attraverso l'ampia discussione strutturata immediatamente successiva al gioco, viene verificata e guidata per aiutare i ragazzi a prendere coscienza di come il consumo dei prodotti, e in altre parole la loro azione di ogni giorno, sia collegata al riscaldamento globale. Si auspica che tale consapevolezza venga interiorizzata ed essere il primo passo, il primo semino per l'appunto, verso l'informazione attiva in queste tematiche.

Il progetto è nascente. Si trova ancora nelle fasi iniziali di sperimentazione, in quanto sta entrando per la prima volta in una scuola in questi giorni. Si tratta di un istituto presente nel comune di Settimo T.se, isituto nel quale CambiaMenti è stato inserito nel Piano di Offerta Formativa. Il proposito è di iniziare in piccolo e poi pian piano diffondersi nelle scuole e negli ambienti educativi interessati, fare gli aggiustamenti necessari e portare avanti un percorso che non si limiti ad un solo incontro, ma sia aperto ad approfondimenti e al confronto con l'interesse degli studenti.

Il sogno, poi, è di arrivare a coinvolgere soprattutto gli ambienti educativi ancora non interessati, in cui di queste tematiche, purtroppo, si parla poco. È il sogno di sei giovani ragazzi della provincia di Torino: Martina, Federica, Lorena, Giulia, Annabelle e Federico. Sei amici che, allarmati di fronte al futuro (il loro, quello dell'Italia...quello della vita!), bloccati dal senso di impotenza di fronte a temi così giganteschi e sfuggenti come la salvezza del pianeta, hanno cercato di seguire il consiglio di Roosvelt “Fai ciò che puoi, nel luogo in cui sei, con quello che hai” e, ritagliandosi il tempo tra tutti gli impegni, si sono incontrati, hanno sfruttato le loro risorse, e stanno provando a mettersi in gioco.

E tu, vuoi far parte del gioco?

ARTICOLO SCRITTO DA ANNABELLE DE JONG

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