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La street art in periferia: Outskirt Stories ci racconta Falchera

di Lorena Di Maria
TAG Arte e cultura
8 marzo 2018

L’ondata di arte e creatività che la street art ha portato a Torino negli ultimi anni, è giunta sino in periferia nel quartiere Falchera, grazie al progetto di arte pubblica e didattica dal nome “Outskirt Stories”. Tale iniziativa, attivata nel giugno 2016 e conclusa nel settembre 2017, ha visto la realizzazione di tre murales sulle facciate dei palazzi, dando vita contemporaneamente ad un’opera di arte urbana e rigenerazione urbana.

Falchera è un quartiere di Torino localizzato nella circoscrizione sei, a nord della città. È uno di quei quartieri di periferia, il cui tessuto urbano è ricco di storie, racconti e realtà che la caratterizzano e che le attribuiscono un’identità indistinguibile.
Proprio in riferimento a queste storie, nasce il progetto di street art “Outskirt Stories”, che, per l’appunto, significa letteralmente “Storie di Periferia”. L’iniziativa vede il suo valore e la sua particolarità proprio nel fatto di porsi come un progetto di arte dal basso, che nasce e cresce grazie al lavoro partecipato di diversi soggetti.

L’elemento caratterizzante è stato infatti quello di attivare un percorso di partecipazione attiva attraverso tavoli di collaborazione e confronto che hanno incluso diverse realtà sul territorio quali il Tavolo Sociale di Falchera, lo sportello del Malato, l’istituto comprensivo della Scuola Media Leonardo Da Vinci, la cooperativa sociale PROGEST, la Biblioteca Civica Don Lorenzo Milani ed i cittadini.
Il progetto ha avuto come enti sostenitori la Regione Piemonte, La Compagnia di San Paolo e la Fondazione CRT, e come Partner di riferimento dell’iniziativa, le Officine Brand ed il MAU - Museo di Arte Urbana. Quest’ultimo in particolare, ha collaborato per la realizzazione del progetto in Falchera Nuova, con la vision comune di portare l’arte contemporanea al di fuori dei contesti tradizionali, in un’ottica di didattica allargata e di inclusione sociale, come lo dimostrano le diverse opere precedentemente realizzate nell’esperienza di Borgo Campidoglio.

Nello specifico, la volontà è stata proprio quella di indirizzare l’arte contemporanea all’interno delle realtà urbane con progetti partecipati finalizzati ad una condivisione ed un dialogo con i residenti, le associazioni e le diverse realtà del territorio, in cui l’arte e la cultura si pongono come elementi propulsori per la coesione dei territori e della promozione turistica e commerciale degli stessi.

L'iniziativa è stata condotta e realizzata dall'artista Alessandro Ussia, in arte Xel, con il contributo del FalkLab - Tavolo Sociale Giovanile Falchera e delle Cooperative di quartiere.
Nello specifico l’artista ha dato vita ad una collaborazione diretta con gli studenti delle scuole locali, i ragazzi disabili ed i giovani del quartiere, avviando un percorso didattico sotto forma di laboratori che, tramite una funzione inclusiva, hanno portato all’ideazione partecipata del progetto.
In particolare, i laboratori si sono specificati in una fase teorica ed una pratica, per istruire gli studenti ai diversi aspetti dell’arte di strada. Nel primo caso si è focalizzata l’attenzione su tematiche quali la distinzione fra espressione artistica e vandalismo, fra tag e graffito e sull’idea di bene ed opera pubblica.
Dal punto di vista pratico invece, i ragazzi si sono confrontati sul tema de “il tuo rapporto con la Falchera e la sua storia”. 

La denominazione “Outskirt Stories” – Storie di Periferia, si riferisce infatti proprio alla volontà del progetto di raccontare e narrare il territorio. Le immagini raffigurate descrivono e simboleggiano proprio la trasformazione del quartiere nel tempo, facendo riferimento alla Falchera Vecchia, alla nascita di Falchera Nuova e all’idea di Falchera com’è ora.
Nel complesso, la volontà del progetto è stata quella di superare la consuetudine di ritrovare sulle pareti delle città opere che, come afferma lo street artist, “cadono dall’alto”. Ciò che è interessante è invece contribuire a coinvolgere i soggetti sul territorio, permettendo agli studenti, ai residenti, ai cittadini nel complesso, di essere i veri “autori” di un progetto, creando e rappresentando un’opera che li descriva e che descriva i luoghi che essi stessi vivono ogni giorno.

Tale esperienza è stata di successo per quartiere e si è posta nell’ottica di creare una continuità con realtà future, in modo da motivare ed incoraggiare l’arte urbana dal basso, secondo un processo bottom up e permettendo non solo di valorizzare il quartiere tramite opere di arte urbana, ma di valorizzare l’intera cittadinanza, attraverso un’occasione di condivisione, di partecipazione, di comunità.

Foto copertina
Autore: Xel

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