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Le storie

#5 - Un approccio Smart per quattro province: VCO, Novara, Vercelli e Biella

Abitare Energia

di Roberto Vietti - 10 febbraio 2017

Da anni a Omegna l’associazione Smart Cities Alto Piemonte porta avanti una progettualità nata per mettere in rete le realtà del territorio, indirizzandole verso una maggiore attenzione all’ambiente, puntando sull’efficientamento energetico e sulla connettività diffusa.

Omegna (VB) - Difficile dare una definizione assoluta di bellezza. Da sempre, tuttavia, quando penso a questo termine mi viene in mente un’immagine, quella del lago d’Orta.
Un vero e proprio fiore all’occhiello del territorio piemontese, incantevole d’estate e malinconicamente meraviglioso d’inverno.

E’ così un piacere tornarci quest’oggi. Giovanna, coordinatrice del progetto Smart Cities dell’Alto Piemonte, ci attende nella sede di Omegna, paese situato sulla punta superiore del Lago.

Smart Cities Alto Piemonte vuole essere l’incubatore delle idee di sviluppo dei cittadini, affinché i progetti sostenibili diventino realtà.

A differenza delle grandi città metropolitane l’idea di Smart Cities Alto Piemonte è quella di costruire un ambiente metropolitano diffuso sulle quattro provincie del Verbano, Cusio Ossola, Novara, Vercelli e Biella, mantenendo le proprie particolarità e ponendo attenzione all’ambiente, attraverso l’utilizzo delle nuove tecnologie e di quanto l’informatizzazione ci mette a disposizione. Condizioni indispensabili per la realizzazione del progetto Smart City sono una connettività diffusa, la digitalizzazione delle comunicazioni e dei servizi e l’efficientamento energetico1.

Così, dopo aver preso un caffè insieme a Giovanna, iniziamo l’intervista insieme a lei e la sopravvenuta Valeria, presidente dell’associazione.

Uno dei concetti sui quali più sta puntando Smart Cities Alto Piemonte è la riqualificazione, ci spiega Giovanna. “Riqualificazione su più ambiti: energetica, ma anche infrastrutturale” in collaborazione con le realtà del territorio, piccole e medie imprese. Tutto ciò per evitare in futuro problematiche quali “terremoti o dissesto idrogeologico”, aggiungendo che “è necessario unirsi per accettare questa grande sfida territoriale”.

Ci ricorda inoltre che Smart non significa solo intelligente o elegante, significa anche ecologicamente responsabile ed eco sostenibile.

Prende così la parola Valeria Knutti, che ammette da subito il desiderio che l’ha portata a divenire presidente dell’associazione. “Vorrei vedere rifiorire l’industria. Non più produttiva ma culturale e turistica. Abbiamo laghi, montagne, isole... tanto da raccontare e mostrare”.

Di certo non è un percorso semplice quello intrapreso da tutto il team di lavoro. Giovanna aggiunge che “è un percorso in salita, ma lo sapevamo quando iniziammo”. La grinta e la determinazione di certo non mancano, così come la chiarezza progettuale. “Se ci uniamo e raccontiamo il nostro territorio – continua - possiamo essere vincenti. La nuova economia - green economy - abbinata alla bioeconomia e al gioco di squadra, è l’unica soluzione possibile per uscire da questa crisi”.

Sulla stessa lunghezza d’onda è Valeria, che riconosce l’importanza delle tante piccole attività presenti nel territorio e per le quali si sta lavorando per metterle insieme. “Ci si mette in gioco per costruire e far conoscere quanta cultura c’è”.

Passiamo così a parlare dell’aspetto più personale e motivazionale. Cosa vi ha spinto a iniziare questo percorso? Giovanna non ha dubbi: “un grande amore per il territorio e una grande passione in quel che stiamo facendo. E’ chiaro che è un bell’impegno, però ci mettiamo tanto cuore. Questo è alla base di tutto.”

Così per Valeria, che si augura di confrontarsi con “una classe politica più civica, più di buon senso. Litigare non serve, perdiamo un sacco di anni e di possibilità”.

Non ci resta dunque che augurare il meglio all’associazione di Valeria e Giovanna, incentivando e promuovendo il loro percorso iniziato qualche anno fa.

Rientriamo verso la città, costeggiando il meraviglioso Lago d’Orta. Riflettendoci, pensiamo di esserci sbagliati. Forse è possibile dare una definizione assoluta del termine bellezza, basterebbe mostrare una fotografia di quel che i nostri occhi stanno osservando dal finestrino del treno.

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