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Le storie

#38 - La Casa del Quartiere di San Salvario: un laboratorio di comunità

Arte e cultura Educazione Integrazione sociale

di Lorena Di Maria - 31 luglio 2018

Nel cuore di San Salvario a Torino è attiva da diversi anni la prima Casa di Quartiere in Italia, uno spazio aperto e multiculturale per l’inclusione e la cittadinanza attiva, la quale realizza attività sociali e culturali organizzate dalla comunità per la comunità. Nata dalla collaborazione tra numerose associazioni ed enti facenti parte dell’Agenzia per lo Sviluppo Locale di San Salvario, rappresenta ad oggi un vero e proprio punto di riferimento per il quartiere.

Per chi ancora non conoscesse la Casa del Quartiere di San Salvario o non avesse mai avuto la possibilità di relazionarsi con tale realtà, entrandoci in contatto si accorgerà presto della sua forte capacità di rapportarsi col territorio e con gli abitanti, ponendosi come un vero e proprio luogo di incontro e laboratorio di creatività, inclusione e cittadinanza, nonché come spazio per la creazione di comunità. Dal carattere multiculturale e partecipato, rappresenta un luogo accessibile a tutti, che favorisce la nascita di nuove collaborazioni e sinergie, incentivando le relazioni e le conoscenze tra diversi soggetti e sostenendo la crescita e la rigenerazione del territorio. La Casa del Quartiere, insomma, rappresenta un vero e proprio motore di sviluppo locale, di cui integrazione, cittadinanza attiva ed accessibilità sono gli aspetti peculiari.

A Torino questa realtà è attiva sin dall’anno 2007, come prima ed effettiva esperienza da cui è successivamente nata la Rete delle Case del Quartiere, che ad oggi conta un totale di otto Case localizzate nelle diverse zone della città.

Il progetto nasce all’interno di un percorso di rigenerazione urbana del quartiere, condotto dall’Agenzia per lo Sviluppo Locale di San Salvario, associazione di secondo livello che coinvolge una trentina di enti e realtà che operano sul territorio, in partnership con Città di Torino, Fondazione Vodafone, Compagnia di San Paolo, Circoscrizione 8 e con alcuni enti no profit. Come ci racconta Roberto Arnaudo, Direttore dell’Agenzia dello Sviluppo Locale di San Salvario, la volontà di dare vita ad uno spazio di comunità e aggregazione sul territorio, ha rappresentato sin dal principio la necessità di offrire ad un quartiere dalla grande vitalità associativa e dalla forte cittadinanza attiva, uno spazio dove far crescere progettualità, per sopperire alla mancanza di spazi di questa tipologia.

Inaugurata nel 2010, dopo otto lunghi anni di progettazione e coinvolgimento con gli stakeholders, la Casa del Quartiere di San Salvario si è consolidata, trasformandosi nello spazio attivo e dinamico che è oggi.

Accessibile continuativamente sette giorni su sette, la Casa rappresenta un luogo aperto a tutti. I soggetti che contribuiscono quotidianamente alla sua esistenza e conservazione sono persone che usufruiscono degli spazi sia come proponenti attività sia come clienti che alle attività semplicemente prendono parte. Tali soggetti nel complesso si declinano in una pluralità di target che include differenti fasce di età, condizioni socio-economiche e provenienze. A tal proposito, come afferma Roberto Arnaudo, “Le case del quartiere si rivolgono per definizione a categorie diverse di persone, non sono spazi settoriali. Ogni Casa ha un pubblico di riferimento differente, noi a San Salvario abbiamo partecipazione soprattutto di anziani, famiglie con bambini e adolescenti, associazioni, gruppi e comunità etniche.”

Nell’organizzazione e gestione delle attività all’interno della Casa del Quartiere, l’Agenzia per lo Sviluppo Locale di San Salvario si è posta l’obiettivo di mettersi a disposizione degli altri enti, delle associazioni, dei cittadini, dei gruppi informali, per permettere loro di realizzare facilmente le rispettive idee ed attività. Ciò avviene in particolare tramite il coinvolgimento dei soggetti interessati a proporre nuove collaborazioni, garantendo loro un luogo dove realizzare le proprie progettualità ed affiancandoli nelle loro iniziative.

Attualmente sono presenti una settantina di soggetti che a rotazione fanno parte di attività e spazi in diversi ambiti sociali e culturali, quali sportelli di consulenza e spazi di ascolto gratuiti, una ludoteca, un co-working, un’officina informatica, due gruppi di acquisto, una scuola popolare di musica e una di lingue, laboratori di sartoria, comunicazione, arte e creatività, corsi di canto e teatro, danza, movimento e benessere, oltre che concerti, conferenze, feste e spettacoli. La programmazione delle iniziative si struttura principalmente in due modalità, ovvero una serie di attività a carattere continuativo a cadenza settimanale ed altre attività estemporanee prevalentemente durante il fine settimana.

Sin dal principio, i cittadini del quartiere di San Salvario hanno risposto positivamente all’ideazione ed alla realizzazione di questa nuova realtà sul territorio, favorita dall’attività dell’Agenzia per lo Sviluppo Locale che già da diversi anni operava in progetti di rigenerazione urbana, così come dalla collaborazione coi cittadini e le associazioni, dando vita ad un’intensa progettazione partecipata e collettiva che ha favorito attivamente processi di governance.

La Casa del Quartiere di San Salvario, così come le altre Case, si focalizza nella sperimentazione di nuovi modelli gestionali orientati all’autofinanziamento. La conduzione del bar-ristorante dei Bagni Municipali favorisce fortemente l’autosostentamento, insieme alla contribuzione che ciascun soggetto, associazione o gruppo informale versa in qualità di compartecipazione ai costi della struttura.
I fondi sono nel complesso ricercati attraverso sponsor, bandi e altre forme di sostegno da parte dei cittadini ed un ulteriore supporto è quello della Compagnia di San Paolo che sostiene tutta la rete delle Case del Quartiere di Torino, in accordo con il Comune.
Partendo dal desiderio di accogliere chiunque all’interno della Casa e delle sue attività, tra gli obiettivi dell’associazione c’è quello di garantire la presenza di una struttura che sia accessibile anche a persone e famiglie con basso reddito, favorendo attività di fundraising che permettano di contribuire al bilancio.

All’interno della rete delle Case del Quartiere, sono in atto forme di collaborazione e cooperazione che favoriscono una crescita complessiva del sistema e che rispondono alle necessità e ai bisogni dei territori su cui si inseriscono, sviluppando caratteristiche e peculiarità differenti. Il desiderio dell’Associazione è che il modello di Casa del Quartiere si espanda anche in quartieri attualmente scoperti, favorendo nuove forme di comunità e partecipazione che influiscano positivamente nei diversi contesti cittadini.

In Piemonte, la città di Alessandria ha già dato vita ad una realtà di questo tipo (La Casa di Quartiere di Alessandria), mentre in altri contesti urbani quali Milano o Genova, si sta attualmente lavorando a queste tematiche. La visione comune è che lo spirito di unità e di collaborazione di tali esperienze ormai consolidate nel contesto torinese, influenzi la nascita di sempre più numerose realtà che si inseriscano al fianco dei modelli preesistenti.

Come racconta Roberto Arnaudo: “Una tra le caratteristiche delle Case del Quartiere è di operare insieme al territorio nel territorio, non solo all’interno delle sue mura. La più bella soddisfazione è quella di vedere ed incontrare persone che usano questi spazi, che partecipano alle attività, riconoscere bambini che in questi otto anni sono ormai cresciuti ed avere quindi il senso dell’utilità quotidiana e concreta delle cose che fai”.

Intervista: Daniel Tarozzi
Riprese e Montaggio: Paolo Cignini

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