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Le storie

#26 - La Casa di Quartiere. Nuovi modi di pensare l’abitare, l’accogliere e il futuro

Abitare Integrazione sociale

di Alessia Canzian - 3 agosto 2017

Ad Alessandria, troviamo un centro di incontro multiculturale e polifunzionale in grado di rendere possibili sogni e progetti innovativi. Uno spazio aperto a tutte e tutti, dove cultura, immaginazione e intraprendenza si incontrono e si fondano per costruire un presente e un futuro sostenibili.

Provate ad immaginare un posto che sia un centro di incontro, che abbia a disposizione una sala riunioni e che sia, anche, un’agenzia di mediazione abitativa. Immaginate che questo luogo organizzi laboratori di giocoleria, laboratori di artigianato, corsi di alfabetizzazione per adulti e minori. Provate a supporre di entrare in un vecchio magazzino completamente ristrutturato. Supponete di iniziare a sentire un forte aroma di caffè e il vocio di alcuni amici seduti ad un tavolino. Appena prima di entrare, nella via adiacente, dei banchi colorati di frutta e ortaggi. Il tutto senza spostarsi, rimanendo nello stesso identico magazzino ristrutturato. Un luogo in cui le persone possono unirsi e, insieme, progettare, ideare e organizzare nuovi modi di pensare l’abitare, l’accogliere e il futuro.
Questo luogo non solo esiste, questo luogo può anche diventare casa tua.

Siamo ad Alessandria e chi ci racconta di questo magnifico spazio è Fabio Scaltritti, responsabile della Comunità di San Benedetto al Porto e della Casa di Quartiere. “Io sono nato ad Alessandria, ho vissuto a Genova per 20 anni e sono tornato nel 2009”.

La comunità di San Benedetto nasce nel 1970 a Genova grazie all’impulso di Don Gallo, “prete di strada” fondatore e animatore della Comunità di San Benedetto al Porto di Genova.

Nel tempo, la Comunità si espande ed approda ad Alessandria alla fine degli anni ‘70. Come ci racconta Fabio: “Dapprima con una con una piccola comunità vicino a Ponzone. Piano, piano, si sono avviate altre realtà. A Bergamasco nel 1980, a Frascaro nel 1980, a Visone nel 1990, infine, ad Alessandria intorno al 2008”.

In quegli stessi anni, insieme ad altre due realtà alessandrine parteciparono all’occupazione e alla gestione di una ex caserma dei vigili del fuoco. Da quella esperienza di collaborazione, “ricca di input positivi” ci sottolinea Fabio, nacque l’esigenza di ricercare uno spazio in grado di raccogliere ed unire le diverse realtà del territorio. Uno spazio di servizi, di convivenza e di vivibilità.

Il meraviglioso magazzino arrivò nel 2010. A Borgo Rovereto, quartiere centrale e cuore storico della città. “Riuscimmo ad individuare a Borgo Rovereto”, ci racconta Fabio, “uno spazio non utilizzato. Un capannone industriale nel centro storico della città di 1500 mq”.

Fu così che ebbe inizio tutto il percorso di progettazione di quella che oggi è la Casa di Quartiere di Alessandria. “Nell’inverno del 2011 abbiamo organizzato degli incontri aperti alla cittadinanza”, conferma Fabio, “i cittadini potevano esprimere cosa immaginavano e cosa avrebbero voluto dentro al capannone”. Un lavoro costruito insieme agli altri, insieme a chi sarebbe diventato il fruitore di quello spazio che si stava costruendo. Un lavoro che continua ancora oggi.

“Noi abbiamo innescato meccanismi di condivisione”, ci sottolinea Fabio mentre ci spiega che la Casa di Quartiere è un luogo per tutti. Gli spazi e le sale sono a disposizione di chi ne ha bisogno, così come gli strumenti e le attrezzature.

Una realtà di quartiere, ma a disposizione della città. Una reazione alla ricerca di socialità per far sentire le persone meno sole. Una vera sfida, un sogno che non termina alla fine delle quattro mura che delimitano lo stabile, ma che trasborda dai muri e che inonda tutto il circondato. “È un futuro che cambia il tessuto sociale, i sogni e le aspirazioni” quello che si sta progettando ad Alessandria. “Le città devono diventare più capaci di affrontare il cambiamento”, afferma Fabio, “questo significa che chi lavora sul territorio deve rinnovarsi continuamente”.

Una biblioteca in 6 lingue diverse
è la riprova di questa volontà di cambiamento, perché il multiculturalismo sta anche nella volontà di apprendere sempre più lingue straniere. Così come la volontà di conoscere altre culture attraverso il viaggio, ci spiega Fabio: “Da due anni e mezzo organizziamo delle visite in altre città d’Europa”. Un viaggio alla scoperta delle realtà virtuose per prendere spunto e per costruire una rete in grado di oltrepassare non solo i confini territoriali, ma anche e soprattutto quelli mentali. “Abbiamo allargato la visione, abbiamo compreso come si superano dei limiti e abbiamo visto prospettive future interessanti”.

Un’atmosfera veramente ricca di innovazione quella che si vive in via Verona 116 ad Alessandria. Non solo un luogo di incontro e di condivisione, ma anche di scambio, come dimostra il Mercatino di Vicinato, un mercato dell’usato a cui partecipano una sessantina di famiglie del quartiere.

Uno spazio aperto a tutte e tutti, per progettare e coltivare insieme un futuro migliore.

Video-intervista a cura di Daniel Tarozzi, Roberto Vietti e Paolo Cignini.

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