Password dimenticata?
ISCRIVITI

Le storie

#32-Panacea, il progetto che recupera l’antica filiera del pane

Agricoltura Salute e alimentazione Sostenibilità ambientale

di Paolo Cignini - 28 marzo 2018

Dalla materia prima ricavata dalle aziende agricole del territorio, passando per il mulino e arrivando al pane a lievitazione naturale e alla sua distribuzione nel forno cittadino. Andiamo oggi a Torino, alla scoperta di Panacea: un possibile esempio di una sana filiera del pane a chilometro zero auspicabilmente replicabile.

Eccoci oggi in Piemonte, specificatamente tra Torino e Stupinigi, alla scoperta di un progetto che potrebbe rappresentare un esempio di sana filiera del pane a chilometro zero, auspicabilmente replicabile: si tratta del progetto Panacea, ideato dalla Cooperativa Articolo 4. Recuperando l’antica filosofia di produzione del pane a lievitazione naturale, Panacea è riuscita ad unire il produttore, l’intermediario e la distribuzione nel creare un forno che rappresenta un progetto imprenditoriale dove l’unione fa la forza e ognuno vince.

Come funziona Panacea

Il progetto Panacea è nato nel 2014: alcune aziende agricole di Stupinigi (una frazione del comune di Nichelino, in provincia di Torino), convertendo la propria produzione, cedono il proprio grano al Mulino di Candia Canavese, che a sua volta vende le varie farine ai forni Panacea che realizzano un pane a lievitazione completamente naturale.

“Con il progetto di Panacea abbiamo voluto creare un forno che producesse pane a lievitazione naturale solo con la pasta madre, perché era un prodotto raro da trovare qui a Torino” ci racconta Isabella de Vecchi, responsabile del forno Panacea. “Abbiamo pensato che, oltre a dotarci di uno spazio funzionale al forno e dell’attrezzatura necessaria, fosse anche importante lavorare con una buona materia prima”.

Da qui è nata l’idea imprenditoriale di Panacea: coinvolgere cinque aziende agricole di Stupinigi nella coltivazione sia dei grani classici che di alcune varietà di grani antichi che permettessero la produzione di un pane a lievitazione naturale, con poco glutine e ricco di nutrienti e fibre, capace di riequilibrare la flora batterica e stabilizzare in modo spontaneo e naturale il ph dell’intestino e il suo normale funzionamento fisiologico.

Il progetto è riuscito ed è partito anche grazie alla collaborazione raggiunta con il Mulino Roccati di Candia Canavese, dando vita alla filiera della farina di Stupinigi, regolata da un patto composto da vari impegni a cui si conformano i vari attori della filiera e che valorizza il lavoro degli agricoltori, riconoscendo un giusto reddito per il loro lavoro e a garantendo la qualità del prodotto. Questo è stato un bel traguardo e una bella soddisfazione – ci spiega Ernesto Bertola , uno dei cinque agricoltori coinvolti nella filiera e socio Panacea – soprattutto perché la nostra era un’azienda intensiva prima della collaborazione con Panacea. La filiera ci ha permesso di cambiare il nostro approccio, investendo insieme a Panacea e ottenendo un importante riconoscimento anche a livello economico, perché nonostante produciamo meno grano, questo ci viene pagato di più”.

Vai all'articolo completo su Italia che Cambia

Guarda le altre video-storie!

0 commenti presenti COMMENTA
Biellese che CambiaTutorial e Faq

Benvenuto!

Benvenuto su
PIEMONTE Che Cambia!
Effettua il login dalla barra in alto oppure ISCRIVITI GRATUITAMENTE per poter accedere alla piattaforma e conoscere persone e progetti nel tuo territorio!

FACEBOOK

TWITTER

Insieme a noi

SOSTENITORI

Compagnia di San PaoloFondazione Cassa di Risparmio Biella

PARTNER

Economia SolidaleMovimento per la Decrescita FeliceSlow FoodCittà dell'arteBiellese in TransizioneSarastusEtinomiaInqubatoreSmart Cities Alto Piemonte

Per migliorare la tua esperienza sul sito, utilizziamo i cookies. OK